lunedì 7 novembre 2011

Nelle indagini sull'attentato a Betori anche i tassisti fiorentini forniscono notizie

Firenze, 6 novembre 2011 - Si fa sempre più concreta la pista della vendetta di uno squilibrato o comunque di qualcuno che vive in una condizione di disagio, in merito all'identikit dell'attentatore che venerdi' sera si e' introdotto nel cortile della Curia di Firenze ed ha sparato un colpo di pistola che ha raggiunto all'addome il segretario dell'arcivescovo don Paolo Brogi.
Gli investigatori sono poco convinti dell'ipotesi del clochard ubriaco che ha compiuto un gesto inconsulto. L'uomo che ha sparato, infatti, conosceva bene gli orari e le abitudini dell'arcivescovo Giuseppe Betori; sapeva che l'auto di servizio entra dal cancello automatico di piazza dell'Olio, mentre l'ingresso principale del palazzo vescovile e' in piazza San giovanni.
Fra ieri e stanotte sono state effettuate alcune perquisizioni e interrogata una quindicina di persone. Si tratta di soggetti che assomigliano fisicamente all'attentatore (tra i 60 e i 70 anni, barba incolta e bianca, abbigliamento
trasandato e un cappellino), ma che hanno anche in comune un passato di dissidi con la Curia.

E' proprio qui che stanno scavando gli inquirenti: si pensa che l'attentatore sia una persona che potrebbe aver maturato sentimenti di rivalsa verso la diocesi, magari per un alloggio negato, per un aiuto non dato, per un diniego subito o per controversie varie.
Gli uomini della polizia, che conducono le indagini coordinate dalla Procura di Firenze (il fascicolo aperto e' per tentato omicidio) hanno acquisito anche lettere anonime o di protesta ed esposti contro l'Arcivescovado alla ricerca di tracce utili ad identificare l'aggressore. Sono stati sentiti anche dei tassisti, visto che davanti alla sede della Curia c'e' un posto taxi e non e' escluso che subito dopo i fatti l'attentatore sia fuggito proprio a bordo di un taxi.

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Fonte: LaNazione.it

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