15 dicembre 2011 (MoviSol) - Come già rendicontato, in Italia è in queste ore in approvazione la manovra lacrime e sangue del Governo Monti. Tra tutte le sconfitte che essa segna per il Popolo italiano, rileviamo una nota positiva che riguarda i taxi, grazie al contributo di un nostro attivista, Claudio Giudici che è anche Presidente del più rappresentativo sindacato dei tassisti fiorentini, Uritaxi (una sigla autonoma nata appena 4 anni fa, ma che è già anche il sindacato più rappresentativo dei tassisti italiani), e membro del relativo direttivo nazionale. Egli è stato determinante per impedire al Governo Monti la liberalizzazione del settore, in quanto per primo ha denunciato con un'analisi dal titolo "Spegnere subito il fuoco appiccato dai banchieri o andrà a fuoco tutto", il rischio che correva il settore. Grazie all'indicazione ricevuta dal suo Presidente nazionale (rappresentante anche della cooperativa taxi più grande d'Europa a Roma), e leader indiscusso dei tassisti italiani, Loreno Bittarelli, Giudici ha dato fuoco alle polveri di una categoria pronta a mobilitarsi nel giro di un paio d'ore in tutta Italia, avviando assemblee spontanee presso stazioni ed aeroporti. Così, prima ha invitato i tassisti fiorentini a mobilitarsi, poi ha comunicato il nascere della protesta ai media locali, ed infine ha pubblicato gli eventi fiorentini sulla pagina del gruppo dei Tassisti Italiani Uniti su Facebook, replicando un'operazione in parte simile a quelle viste in Nord-Africa a inizio anno. Nel giro di un paio d'ore, lo scorso venerdì sera, gli aeroporti di Firenze, Milano e Roma avevano perso l'operatività dei taxi, garantendo però i servizi per disabili, famiglie con bambini e per coloro che dovevano recarsi presso gli ospedali. Così, già nel successivo mattino, i leader nazionali accolti dal Governo, erano riusciti a strappare la promessa di un immediato stop alla liberalizzazione del settore e le agitazioni sono subito rientrate.
La cosa ha suscitato le ire dell'opinione pubblica, ben fomentata dai media e dai politici - in particolare quelli del Terzo Polo, intenti a scaraventare l'attenzione sulla odiata "lobby" dei tassisti piuttosto che sulle manovre da austerità folle introdotte dal Governo dei banchieri - tutti orientati a denunciare i tassisti come una lobby contro il libero mercato, l'abbassamento delle tariffe e la qualità del servizio. In realtà, queste sono tutte menzogne che nascondono la volontà della grande finanza di entrare nel settore, come denunciato da Giudici. Infatti, le tariffe taxi italiane, come rilevato dalla recente indagine Eurotest 2011 (che prendeva a riferimento Roma e Milano), sono tra le più basse d'Europa e la qualitá del servizio (soprattutto quella di Milano) è tra le più alte. Invero, in merito a Roma, il test ha dato risultati qualitativi pessimi - ma che cosa funziona a Roma? - , ma proprio la cooperativa taxi di Bittarelli, il 3570, lavora da anni per elevarla, tanto da esser diventata un modello studiato anche da operatori del settore negli Stati Uniti. Per esempio, il 3570 di recente ha dato avvio al taxi "gold" che prevede sulle vetture, a parità di prezzo, addirittura il wi-fi.
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Fonte: Movisol.org
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