martedì 24 gennaio 2012

Protesta dei tassisti fiorentini a Palazzo Vecchio

Erano in trecento questa mattina i tassisti sotto le mura di Palazzo Vecchio. Si sono radunati a piedi attorno alle nove del mattino. Tutti insieme per dire No al decreto sulle liberalizzazioni appena approvato dal Governo Monti. Niente corteo, blocchi del traffico o delle vie del centro; i taxi sono rimasti buoni nei garage. Tutto come stabilito ieri sera nell'assemblea in via Simone Martini. "Per adesso - afferma un tassista di lunga data accorso in piazza della Signoria - nessuna azione eclatante". Da qui, le proteste di Roma appaiono lontane. C'è tuttavia timore, incertezza, e qualcuno non lo nasconde: "La mia paura più grande - racconta un altro tassista - è quella di perdere il lavoro. Già è poco così, la crisi si fa sentire eccome; ora abbiamo realmente paura di rimanere a piedi, e qui c'è gente che ha investito tutto nella licenza". Non tutto è nero però, i tassisti cominciano a vedere qualche spiraglio di luce all'orizzonte, qualche punto nuovo accolto positivamente da cui poter intavolare un nuovo e più proficuo dibattito. Su tutti l'eliminazione del cumolo delle licenze, le cosiddette concessioni plurime, che, come chiedevano a gran voce i tassisti, il Governo ha cassato. Nessuna posizione di dominio sul mercato, nessun cartello singolo. "Se l'idea del cumulo fosse passata, ci avrebbe ucciso" dicono in tanti questa mattina.“

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Fonte: FirenzeToday.it

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