Mauro Moretti, l'amministratore delegato di Trenitalia, dopo aver dichiarato ieri di star pensando all'istallazione dei tornelli sulla linea Roma-Fiumicino per combattere chi non paga il biglietto, si fa portavoce in prima persona di un'altra battaglia: quella dell'attesa dei taxi.
“Ho atteso 45 minuti per un taxi alla stazione Termini” dichiara Moretti aggiungendo: Non solo: ho poi pagato la corsa il doppio di un viaggio in treno. Così, dopo un viaggio in treno, tranquillo e puntuale, da Rimini a Roma - ha raccontato ancora Mauro Moretti - alla stazione ho provato a prendere un taxi, come tante altre persone. Bene, sono stato costretto a un’attesa di 45 minuti. Ed ho speso il doppio di un biglietto ferroviario. Bene, quello dei taxi è un altro di quei problemi che in Italia andrebbe affrontato”.
Inutile dirlo, queste parole hanno dato vita a polemiche e, soprattutto alle reazioni dei tassisti, che a Roma in particolar modo hanno già dimostrato di essere perfettamente in grado di difendersi e far sentire molto chiaramente la loro voce.
Il presidente nazionale di Uritaxi, Loreno Bittarelli, risponde alle critiche di Moretti: “Su che treni viaggia Moretti solo lui lo sa. Certamente non in treni sporchi e freddi su cui, ogni giorno, viaggiano in piedi e ammassati i pendolari per andare a lavoro.”
La replica di Bittarelli continua: “Comico poi il fatto che con l’appannaggio stratosferico di cui gode in quanto A.D. di F.S., si lamenti di aver pagato troppo per la corsa di un taxi che il lavoratore tassista ha percepito in base al tassametro, che tra l’altro a Roma segna una tariffa vecchia di 4 anni. I problemi seri del nostro Paese non sono il costo dei taxi, ma quello degli emolumenti milionari di certi manager pari a quanto un lavoratore e, per quanto ci riguarda un tassista, non riesce a guadagnare neanche in sette vite”.
Quindi si passa alla questione stipendi: “La differenza è che il tassista lo paga il privato, mentre certi amministratori di aziende pubbliche li pagano i tassisti insieme a tutti gli altri lavoratori. Ma Moretti non era in passato un sindacalista della CGIL?”.
Pronta la replica di ADOC.
“Moretti vede il bruscolino ma non nota la trave – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – si lamenta delle inefficienze del servizio taxi romano, inefficienze che l’Adoc ha più volte rimarcato e denunciato, ma chiude gli occhi di fronte ai disservizi del servizio ferroviario, teatro di ritardi continui, di gabinetti sporchi e guasti, di condizioni di viaggio talvolta al limite dell’umano. L’Adoc, così come per i taxi, ha denunciato a più riprese le gravi lacune di Trenitalia, non ultime i gravi ritardi subiti dai passeggeri lo scorso 17 dicembre o il viaggio della speranza da Milano a Reggio Calabria del 24 dicembre, con tutti i gabinetti completamente fuori uso.”
(Fonte: Repubblica Roma - AgenParl - taxyStory.net)
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